SCUOLA DI CUCINA | RASSEGNA STAMPA – A CENA CON NOI: I 3 SEGRETI DELLA VASOCOTTURA

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“Senza tradizione, l’arte è un gregge di pecore senza pastore. Senza innovazione, è un cadavere.” diceva Winston Churchill.

Una citazione che si applica alla perfezione al mondo della vasocottura. Una tecnica dalla grande tradizione usata nel passato per realizzare conserve e marmellate, e riscoperta nel presente con un ruolo sfidante e innovativo: diventare un metodo di cottura ad ampio raggio, capace di essere impiegato dall’antipasto al dolce.

Una sfida raccolta dagli Chef contemporanei che stanno decretando il boom della vasocottura.

Vasini e vasetti piacciono tanto agli Chef e sono diventati i protagonisti della ristorazione professionale moderna, utilizzati non più come semplici strumenti per l’impiattamento, ma come contenitori per cucinare la preparazione.

Ma la vasocottura piace anche ai clienti più attenti al lato salutare della cucina: in ambiente sottovuoto i cibi cuociono in poca acqua, perdendo meno sali minerali, e in poco ossigeno, a vantaggio degli antiossidanti.

Curiosi di saperne di più?
Ecco 3 segreti della vasocottura.

1. Attenzione al barattolo

Non è solo un oggetto estetico: il barattolo, nella vasocottura, è fondamentale per la buona riuscita del piatto.
Per scegliere il contenitore adatto, accertatevi che sia in grado di mantenere alla perfezione il sottovuoto, intrappolando all’interno succhi e profumi.
Prediligete i vasetti di vetro con la guarnizione esterna in gomma, studiati per garantire un’impeccabile chiusura ermetica. Scenografici e retrò, poi, nelle cucine professionali spopolano i classici vasetti per la marmellata, con tappo metallico: niente in contrario al loro utilizzo, a patto che il tappo sia funzionante.

2. Non tutti gli ingredienti vanno a crudo
La tecnica della vasocottura mette a dura prova le abilità di coordinazione di uno Chef e della sua brigata.
Se, normalmente, è già difficile rispettare i tempi delle diverse preparazioni per valorizzare la materia prima ed esaltare al massimo il gusto dei cibi, la vasocottura porta al limite questo concetto.
Il motivo?

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